Digital Divide in Oltrepò Pavese

Dopo le ultime rilevazioni di quello che viene chiamato digital divide, dovrebbe ormai risultare chiaro a tutti che è ora di impegnarsi direttamente nella risoluzione di questo problema. Un articolo apparso su Wired.it, http://www.wired.it/internet/tlc/2014/10/02/banda-larga-mappa-digital-divide-comune-per-comune/, mostra tra le varie informazioni, come l’Oltrepò pavese sia praticamente il fanalino di coda in Italia per ciò che riguarda la possibilità di accesso alla banda larga. Da sottolineare che per Banda Larga qui si parla di una velocità di download di 2 MB/s.

Digital Divide in Oltrepò Pavese

2MB/s ovviamente è una velocità da terzo mondo tant’è che la Comunità Europea ha indicato che entro il 2020, si deve arrivare a coprire l’intera superficie dei paesi che ne fanno parte con quella che viene definita banda “ultra” larga, la cui velocità è stata fissata in 30MB/s. Per come fare gli esperti consultati hanno proposto diverse tecnologie:

-Fibra ottica (FTTP e FTTC, Fibre To The Premise e Fibre To The Cabinet, fino in casa o fino all’armadio di quartiere)
-Cavo Televisivo (DOCSIS)
-4G o LTE -WiMAX
-Satellitare in banda Ka

Dove sarà l’Italia all’alba del 2020? Al solito (secondo lo studio presentato dalla Commissione) in ritardo rispetto i primi della classe e con una copertura di banda larga fissa dell’ordine del 20%, mentre quella mobile salirà fino a circa i 2/3 della popolazione. La strada rimane in salita, specie per la rete fissa[1].

E’ ormai del tutto inutile citare gli studi fatti da società private e da enti pubblici[2]. Tutti concordano sul fatto che avere accesso alla banda larga migliora la produttività e accresce quindi il reddito delle aziende e delle famiglie in ultimo.

Investire nelle reti di nuova generazione è ormai considerato dai governi di molti paesi non tanto quale strumento di sviluppo e crescita dell’economia, quanto piuttosto quale strumento per evitare il sottosviluppo. Per tale motivo, si è evidenziato come lo Stato abbia abbandonato il ruolo di mero garante del funzionamento del mercato acquisito con il processo di privatizzazione e liberalizzazione, tornando a giocare un ruolo di primo piano intervenendo in maniera diretta nel settore delle telecomunicazioni. La recente crisi economica ha persino accentuato questa evoluzione; i risultati mostrano che paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Germania e Finlandia hanno incluso nei loro pacchetti di stimolo misure volte all’aumento dell’accesso alla banda larga e/o all’aumento della velocità di connessione. Infatti, la questione del finanziamento delle reti di nuova generazione appare troppo importante per essere lasciata esclusivamente nelle mani degli investitori privati, la cui disponibilità agli investimenti in tempi rapidi è limitata dagli elevati costi di realizzazione delle nuove reti e dall’incertezza circa la capacità di ottenere adeguati ritorni dall’investimento.

Quindi quale soluzione per il nostro Oltrepò?

L’unica soluzione possibile a breve termine è la creazione di una società a capitale pubblico che si prenda in mano l’onere di cablare l’Oltrepò con la fibra ottica raggiungendo di fatto i centri principali, e utilizzando le antenne WiMAX / 4G / LTE per quelle zone del territorio dove risulta veramente difficile o antieconomico portare il cavo in fibra. Se una società privata non è in grado di prendersi questo impegno, perché è antieconomico nel breve periodo, lo Stato, la Regione, la Provincia, i Comuni, devono fare un passo avanti e intervenire dove i privati non vogliono/possono. L’esempio principale in questo senso è MetroWeb una società che opera come dark fiber provider (fornitore di fibra spenta), sviluppando e affittando l’infrastruttura della rete ai principali operatori di telecomunicazione a livello nazionale, che provvedono poi autonomamente ad implementare i propri servizi di connessione a valore aggiunto per offrire ai loro clienti servizi come connettività Internet, telefonia fissa, mobile e distribuzione di contenuti digitali multimediali di ogni genere. L’altro esempio che merita citazione è la Provincia d Bolzano: http://www.provincia.bz.it/bandalarga/strategia-banda-larga/strategia-banda-larga.asp

Avere la banda larga in Oltrepò potrebbe significare poter mettere in rete tutte quelle infrastrutture atte a realizzare il turismo di massa e trasformare la visita in Oltrepò in qualcosa di meraviglioso che soddisfi tutti e cinque i nostri sensi. Provate ad immaginare un futuro turista che a casa sua pensa di pianificare il viaggio in Oltrepò. Se tutti gli hotel, gli agriturismo, le cantine sociali e non, le associazioni culturali fossero in rete tra di loro, e ci fosse un unico portale dell’Oltrepò. Il turista si collega, inserisce solo le date del viaggio; automaticamente vengono proposti gli alloggi, i ristoranti per pranzo e cena, le visite guidate con degustazione alle cantine o presso i vari produttori di formaggi e salumi, e gli spettacoli nella zona, con la chiara indicazione di cosa succederebbe in periodi leggermente precedenti o successivi, così da poter scegliere anche il momento migliore della visita in base ai proprio gusti. Fare rete è l’unica possibilità per creare la base di un qualcosa di grande che ci permetta di valorizzare le risorse che abbiamo a disposizione e trasformare tante piccole eccellenze in un unico grande contenitore da proporre all’Italia e al mondo intero come unicum. La banda larga è il primo pilastro su cui appoggiare questo sogno.

Lo stesso vale per le aziende. Se vogliamo attirare aziende in questo territorio, le infrastrutture devono essere del livello adeguato. Se un domani una azienda come Google decidesse di creare una sede in Oltrepò perché per loro è importante che il lavoro avvenga in un luogo dove le persone possano godere di uno scenario stupendo, perché così si stimolano le idee e la creatività, al momento della scelta, quando si arriva alla valutazione delle infrastrutture, al primo punto abbiamo già perso..

Con la banda larga a disposizione, tutti gli scenari di Co-Working diventano reali.. Il telelavoro diventa reale.. La teleassistenza.. perfino la telemedicina, e tutti quegli scenari di lavoro all’aria aperta e in mobilità.

Insomma, la banda larga è a tutti gli effetti uno dei pilastri della società moderna post industriale. Senza questa il pericolo è il sottosviluppo, la perdita di potenziale, la recessione infinita. Le istituzioni devono fare un passo avanti in questo caso e intervenire. Non si può più aspettare.

[1] http://www.techeconomy.it/2013/04/19/limpatto-della-banda-ultra-larga/

[2] Ericsson, azienda leader nella strumentazione elettronica, sostiene che il raddoppio della banda da 4 ad 8MB/s porta ad un paese un incremento sul PIL dello 0.3% (http://www.ericsson.com/thecompany/press/releases/2011/09/1550083). Un aumento della velocità da 4 a 8 Mbps nei Paesi dell’OCSE (tra cui l’Italia) produrrebbe un incremento del reddito di 120 dollari al mese a famiglia (http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-10-10/banda-larga-aumento-velocita-144610.shtml?uuid=AbgXqEsI).

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