Turismo in Oltrepò: la questione è la mentalità

Nel 2012 avevamo portato all’attenzione della Giunta Barbieri e dell’assessore provinciale al Turismo Marchiafava, la nostra analisi e le nostre proposte per lo sviluppo del Turismo a Voghera ed in Oltrepò Pavese, non ottenendo alcun tipo di risposta dal Sindaco.
(L’analisi completa è disponibile a questo indirizzo). Una nota importante. Tra i motivi dell’arretratezza erano emersi: organizzazione, comunicazione e sopratutto mentalità.

Nonostante le nostre successive interpellanze sui temi dell’infopoint e dello sviluppo turistico, il Comune di Voghera per 2 anni ha avuto un atteggiamento di totale indifferenza, dimostrando con i fatti (e cioè con le azioni mancate) di non interessarsi minimamente al tema dello sviluppo turistico dell’Oltrepò Pavese. Può dunque stupire che ora gli abitanti di Casei Gerola ripaghino il Sindaco con la stessa moneta?

Il 2 aprile 2014 il M5S, con l’aiuto delle altre forze politiche di minoranza, ha proposto la mozione riguardante il cambio di nome del casello al Sindaco, specificando che il progetto sarebbe dovuto passare dalla Provincia di Pavia, anche per dare un peso ed un senso più ampio all’iniziativa.
Tuttavia Carlo Barbieri, con il sapiente aiuto di Nicola Affronti, trovandosi obbligato a fare qualcosa per Expo 2015 (per giustificare il progetto “un euro a testa per ogni vogherese” per due anni), e non riuscendo a partorire una sola idea, ha deciso di imitare la nostra proposta.
Nella conseguente discussione della mozione in Consiglio Comunale abbiamo assistito ad una vera e propria fuga dei consiglieri di maggioranza per evitare la votazione in aula. Questo mentre Carlo Barbieri e Nicola Affronti pontificavano vantandosi di aver risparmiato tempo interpellando direttamente il Sindaco Ezio Stella di Casei, piuttosto che coinvolgere la Provincia di Pavia.

Il risultato? Si è arrivati alla “lite sul casello” in stile Peppone e Don Camillo.
Chiaramente non ci stupiamo. La logica della politica locale quasi sempre è stata quella di cercare di fare annunci ed azioni ad effetto, piuttosto che sviluppare il territorio, attraverso le reali potenzialità economiche del turismo ed il connubio con i prodotti di qualità locali.

Ci chiediamo dunque: pensiamo che possa cambiare qualcosa modificando il nome di un casello autostradale, se poi la mentalità dell’Oltrepò Pavese continuerà ad essere questa?
Mentre in altre zone d’Italia sono sempre di più le istituzioni e le imprese che si aggregano (realmente) creando reti e sviluppando iniziative comuni focalizzate sui risultati, in Oltrepò Pavese il contesto resta dominato dall’individualismo e dal campanilismo.
Ciò che sta succedendo fa capire perché l’Oltrepò Pavese negli anni ha perso tante opportunità. Siamo un territorio dove le frazioni ancora litigano tra loro per una sagra di paese. Dunque cosa si può sperare di ottenere?

Ben venga l’orgoglio per il proprio paese, ma ciò che è assente è  l’orgoglio per l’Oltrepò Pavese.

Il Sindaco Barbieri ha dimostrato, con i fatti, che in oltre 4 anni dell’Oltrepò Pavese non gliene mai fregato nulla. Ed è chiaro che un’iniziativa come il cambio di denominazione del casello A7, scollegata da tutto il resto, non può portare a nulla. Dunque è naturale che ora gli abitanti di Casei Gerola si comportino allo stesso modo.

Casei Gerola potrebbe rappresentare la principale porta d’accesso all’Oltrepò ed investire idee e risorse sul “brand” Oltrepò Pavese, sarebbe un vantaggio per tutti.
La strategia di sviluppo di un territorio richiede una chiarezza di intenti ed anni di impegno costante. Da anni assistiamo invece a iniziative spot scollegate da tutto il resto mirate ad ottenere l’effimera visibilità politica a cui, ad esempio, ambiscono Carlo Barbieri e Nicola Affronti.

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3 risposte

  1. Franz ha detto:

    Buongiorno. Ma non si può semplicemente aggiungere la scritta Oltrepò Pavese sotto quella di Casei Gerola sul cartello?
    L’autostrada è piena di uscite che indicano più località.

  2. maurizio ha detto:

    Si, questa era una delle possibilità che proponevamo. Tuttavia è stata bocciata dall’ Aiscat.
    Dalla Provincia Pavese del 30 settembre 2014:

    Braccio di ferro sul cambio di denominazione del casello A7 di Casei Gerola. Aiscat, la concessionaria autostrade e trafori del ministero dei Trasporti guidata dal tortonese Fabrizio Palenzona (in stretti rapporti con l’ex sindaco di Voghera, Paolo Affronti e con il figlio Nicola) ha bocciato la proposta avanzata dal Comune di Casei – con il via libera e la consulenza di Palazzo Gounela – che prevedeva l’aggiunta della dicitura Oltrepo Pavese ai cartelli con l’indicazione Casei Gerola. Troppo lunga la scritta – questa la motivazione ufficiale – incompatibile con la cartellonistica. In alternativa, Aiscat suggerisce il mantenimento dell’attuale denominazione accompagnata dalla posa, in prossimità del casello, di cartelli turistici (quelli con sfondo marrone) dedicati all’Oltrepo, oppure il cambio in Oltrepo Pavese, con la scomparsa del nome Casei Gerola.

    http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2014/09/30/news/voghera-e-casei-lite-sul-casello-1.10022880?ref=search

  3. Alessandra ha detto:

    Sto assistendo al remake del film già visto in provincia di Varese, dove per decenni si è pensato solo all’industria e poco o nulla al turismo ed all’agricoltura, finendo nella morsa della crisi molto prima delle altre province lombarde! Forse bisognerebbe fare un esame di coscienza singolarmente e smettere di pensare solo al proprio orticello, ognuno dovrebbe capire che il benessere di ogni singolo individuo viene in conseguenza al benessere di tutta una nazione! Non sono mai stata ferrata in politica e sinceramente, fin’ora non me ne sono mai interessata più di tanto, ma ho capito che se tutti continuiamo a mettere la testa sotto la sabbia e pensare solo x casa nostra, la situazione non migliorerà di certo! È ora che ci svegliamo e prendiamo coscienza che solo noi popolo possiamo fare i nostri interessi, perché la classe politica tradizionale farà sempre e solo i propri porci comodi a nostre spese!

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