Ragionando sul Distretto del Commercio

Il settore del commercio e della rete distributiva svolge un ruolo di primaria importanza nello sviluppo del sistema economico lombardo, producendo circa il 13.5% del PIL regionale e il 18% dell’occupazione complessiva, che tradotto in cifre significa l’impiego di circa 650 mila persone.

A partire dalla delibera 7730 del 2008 Regione Lombardia ha individuato, quindi, nei Distretti del Commercio una modalità di valorizzazione territoriale innovativa, per promuovere il commercio come efficace fattore di aggregazione in grado di attivare non solo dinamiche economiche, ma anche sociali e culturali di grande portata.

I Distretti del Commercio sono dunque ambiti in cui amministrazioni pubbliche, cittadini, imprese e rappresentanze sociali liberamente aggregati sono in grado di fare del commercio il fattore di integrazione, di coesione sociale e di valorizzazione di tutte le risorse di cui dispone un territorio. Promuovono la competitività delle polarità commerciali urbane e la rigenerazione del contesto in cui si collocano, secondo una modalità di intervento il più possibile integrata, condivisa e concertata tra le istituzioni di governo del territorio, le autonomie funzionali e le rappresentanze economiche, politiche e sociali che vi operano. (Da Regione Lombardia)

 

Questa la regola base ed inoppugnabile che vede unite tutte le realtà produttive e commerciali che compongono un Distretto commerciale: a Voghera, invece, pare che se non sei parte dell’Ascom non puoi partecipare alla gestione ed alle idee del Distretto del Commercio.

Sembra dunque che ci sia, a Voghera, una chiusura che definirei incomprensibile e contro ogni legge e delibera che possa essere stata fatta in precedenza verso tutti quei soggetti che dovrebbero partecipare, a buon diritto, alla gestione ed all’attivazione di questo Distretto del Commercio.

Peraltro, sino a che si riterrà che il danaro messo a disposizione debba servire solamente a pagare lavori fatti dai commercianti nei loro negozi, non si riuscirà a far decollare le idee del Distretto.

Queste idee, unendo sia quelle del piccolo commerciante che quelle della grande distribuzione oppure del piccolo artigiano più che dell’industria, sono molto più avanzate e complete e si rivolgono a tutti i soggetti che abbiano una valenza lavorativa all’interno del territorio e che, in esso, siano presenti.

Penso che si dovrebbe porre anche maggiore attenzione ai veri soggetti che vivono o soffrono la città: i cittadini che non vengono coinvolti in alcun che, per loro e, non solo per i professionisti che a Voghera operano, si dovrebbe pensare ad un sistema di parcheggi a corona del centro storico più efficienti oppure orari della caserma più elastici; bisognerebbe pensare ad un piano di Trasporto Pubblico e Mobilità dolce che aiuti chi non ha o non può avere un mezzo proprio di trasporto.

Potrei scrivere pagine su questi argomenti che toccano da vicino anche i programmi del Movimento 5 Stelle, come la quantità di appartamenti sfitti e lasciati decadere mentre si costruisce nuovo mattone, negozi vuoti, centri commerciali che nascono circondando la città, poche iniziative culturali che invoglino i cittadini a raggiungere la “Pera”.

I nostri amministratori dovrebbero tenere presente queste idee, che non sono soggettive, ma che oggettivamente devono essere interpretate come uno stimolo ad agire aiutando e facilitando la vita dei nostri concittadini.

Come Movimento 5 Stelle porteremo in Consiglio Comunale le nostre idee e con interpellanze mirate chiederemo all’Amministrazione risposte certe e non, come al solito, solamente vaghe promesse o sterili commenti.

 

Fabrizio Girani

Movimento 5 Stelle

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