Inceneritore di Casei Gerola – Parola ai comitati

Il Comitato vuole sottolineare l’abisso che esiste tra la proposta di riconversione dell’Ex-Zuccherificio di Casei Gerola e invece la riconversione dell’Ex-Zuccherificio di Bondeno.
A Bondeno è stata approvata la creazione di un “pastificio” nell’area dell’ Ex-Zuccherificio invece a Casei Gerola un “inceneritore” che occuperà altri terreni. Non dimentichiamo che anche il precedente accordo di Bondeno prevedeva la realizzazione di una centrale a biomasse.
L’aspetto occupazionale è quello che più balza agli occhi: solo 25 posti di lavoro a Casei Gerola contro i 250 posti di lavoro di Bondeno.
Il 2 aprile u.s. la Conferenza dei Servizi di Ferrara ha approvato il piano particolareggiato che attiene a quest’area così importante e vicina al centro di Bondeno proprio come l’inceneritore sarà così vicino al centro di Casei Gerola.
A Bondeno si può certo parlare di un’opportunità per il territorio, garantendo l’occupazione e anche la  bonifica dell’area: fatti non scontati visto quello che succederà invece in Provincia di Pavia.
Le parole di Finbieticola per Bondeno sono “Meglio perdere qualche mese di tempo, per trovare una strada che avesse una concezione e uno sguardo per i cittadini meno impattante, più vicina anche alla vocazione agricola del territorio”. A Casei Gerola invece sembra che ci sia molta fretta per approvare il futuro inceneritore.
Per il pastificio gli investitori prevedono che il nuovo impianto possa acquisire materie prime dalle filiere agricole locali e dare lavoro a circa 300 persone. Si tratta dunque di una iniziativa di grande valore perché oltre a rioccupare i dipendenti dell’Ex-Zuccherificio creerà nuova occupazione per giovani ed adulti, ed offrirà nuove possibilità di sbocco alle produzioni agricole del territorio.
A Casei Gerola invece c’è un silenzio assordante e un non senso, che emerge in ogni aspetto si voglia analizzare riguardo all’inceneritore in fase di approvazione.
Un grosso rammarico trapela anche nel sapere che il Ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, rifiuta un incontro chiesto e sottoscritto da nove Sindaci.
Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi originario di Molino dei Torti, è stato anche lui interpellato ma considerando la direzione dei venti non farà nulla.
Ora è tutto in mano alla Conferenza dei Servizi e al Presidente della Provincia, che peraltro si era già espresso a favore.
Possibile che davanti a dei grandi risultati come quelli che in alcune parti d’Italia si riescono a raggiungere con Finbieticola, il presidente della Provincia e la Sua Giunta non si facciano qualche domanda?
Possibile che un solo investitore privato, anche con i fondi degli ex-bieticoltori, possa imporre a delle pubbliche amministrazioni il suo progetto o meglio inceneritore, senza considerare le reali problematiche del territorio?
Perché la provincia di Pavia non mostra un po’ più di autonomia, una maggiore lungimiranza e attenzione per lo sviluppo sostenibile del territorio? Forse perché la direzione dei venti porterà il marcio solo in Piemonte e non in Lombardia?
Castelnuovo Scrivia, 22 giugno 2012
Per il Comitato “Futuro Sostenibile tra Scrivia e Curone”
Stella Giovanna

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Una risposta

  1. michela zelaschi ha detto:

    semplice…noi non lo vogliamo…!

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