Turismo e valorizzazione dell’Oltrepò: tante parole, pochissimi fatti

 Una delle possibili soluzioni alla crisi economica che stiamo vivendo è sicuramente legata allo sviluppo concreto del turismo e alla valorizzazione dei prodotti tipici e dell’enogastronomia delle nostre terre.

Aspetti che da anni sono nell’agenda dei partiti politica, tra i primi obiettivi dei sindaci di tutti i comuni dell’Oltrepò e priorità, almeno a parole, per associazioni di categoria, enti e organizzazioni.

Succede però che poi manchino attività concrete per sviluppare quello che viene definito “marketing territoriale”. Da anni i politici hanno racchiuso in una frase (sempre la stessa) tutto ciò che riguarda lo sviluppo del turismo in Oltrepò, e cioè: “contributi da Regione e Provincia per le infrastrutture che consentiranno lo sviluppo”. Che si traduce in: dateci soldi pubblici oggi e domani trasformeremo radicalmente l’Oltrepò.

Nella realtà quando i soldi arrivano vengono poi usati in strade, rotonde, cementificazioni varie, e progetti fatti o gestiti male che non raggiungono mai il loro obiettivo. E’ solo questo lo sviluppo che riesce a creare la politica nel nostro Oltrepò Pavese?

La domanda che molti si dovrebbero porre, è la seguente: il turismo nell’Oltrepò oggi quali necessità ha?
A nostro avviso innanzitutto deve imparare a comunicare ed a fare marketing di se stesso. Non abbiamo nulla da invidiare ad altre località turistiche. Tuttavia spesso siamo i primi a non valorizzarlo, quando non a sminuirlo.
Il grande problema è che poi le poche occasioni che si presentano non vengono mai colte adeguatamente. Per una cosa che si fa, ce ne sono almeno altre dieci che non vengono fatte o che vengono fatte male.

La scorsa settimana la Fiera dell’artigianato di Milano, come ogni anno ha richiamato decine di migliaia di visitatori. C’era anche l’area dedicata alla Provincia di Pavia, ma incredibilmente triste e misera.

Pochi stand* e di scarso interesse e assolutamente non in grado di rappresentare adeguatamente i valori turistici ed enogastronomici dell’Oltrepò. Inoltre non c’era nessun promotore del turismo e del vino dell’Oltrepò, ma in compenso alcuni spazi erano dedicati ad aziende che esponevano biancheria e comuni prodotti tessili.

E questi sarebbero i valori dell’Oltrepò? E dov’era la città di Voghera con i suoi prodotti tipici?

Un altro fallimento completo, una totale incapacità di comunicare ed un confronto perso senza attenuanti con gli stand di altre regioni e province italiane, dalla Sardegna, al Trentino, in cui era possibile comprenderne i valori e degustare prodotti tipici, dall’olio sardo, alla bufala campana, fino alle ottime spremute di arance siciliane.
Non solo è doveroso capire le responsabilità di questo fallimento, ma anche i motivi per cui chi dovrebbe avere tra i suoi principali obiettivi la promozione turistica ed enogastronomica, come le associazioni e la comunità montana, siano sempre in ritardo o fuori dai giochi.

Tuttavia Voghera una presenza di successo l’ha avuta. L’eccezione era rappresentata dal Cowboy Guest Ranch, che all’interno della fiera, ha realizzando un apprezzato ristorante in stile Cowboy. Ovviamente però nella sezione rivolta alle Americhe.

Si parla da anni della valorizzazione dei nostri prodotti tipici, del vino e del turismo. Ma nelle poche occasioni in cui possiamo mostrare le nostre qualità, falliamo. Ed è quello che anche oggi sta succedendo per i progetti che riguardano l’Expo 2015, il cui tema, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita potrebbe avere forti legami con la nostra terra.

Chi sono dunque i responsabili? Sicuramente la politica, gli enti e le associazioni, troppo spesso incapaci di fare davvero quello che hanno promesso. Per incompetenza, mancanza di idee o chissà cos’altro. Partiti, amministratori e persone che poi però inspiegabilmente non vengono puniti dagli elettori e dai cittadini come meriterebbero per la loro incompetenza.

Ma molte responsabilità vanno anche alle imprese turistiche e di prodotti tipici dell’Oltrepò pavese, per la maggior parte incapaci di comunicare, di fare marketing, troppo incentrate su stesse ed incapaci di fare rete. Lontanissime poi dal comprendere l’importanza di Internet nella promozione turistica (l’e-commerce di viaggi e turismo è un mercato che oggi vale oltre 4 miliardi di euro in Italia) e nella valorizzazione dei prodotti tipici (basta dare un’occhiata alla pagina di Wikipedia sul Salame di Varzi. Possibile che nessuno, dagli enti ai produttori, si sia preoccupato di perdere qualche minuto per inserire qualche informazione in più?). Abbiamo ottimi ristoranti nelle nostre colline ma troppo poco conosciuti fuori dalla provincia.

Infine un esempio su tutti, il problema non sarà riaprire la pista da sci a Pian del Poggio, quanto crearne una meta di interesse che vada oltre i confini della provincia.

Le opportunità ci sono. Ma l’Oltrepò deve cambiare completamente direzione o continuerà ad ottenere ciò che ha sempre ottenuto. E qualcuno deve iniziare ad assumersi delle responsabilità.

Se la politica si rivela spesso più di ostacolo che di aiuto, gli imprenditori devono avere il coraggio di portare avanti idee nuove. I casi di successo nel nostro Paese non mancano.

Noi come Movimento Voghera 5 Stelle siamo disponibili a dare il nostro contributo. Invitiamo perciò chi ha delle cose da dire e delle proposte da lanciare, a contattarci per portare il proprio contributo e la propria esperienza.

Movimento Voghera 5 Stelle

voghera5stelle@gmail.com

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Salame_di_Varzi

 

 

 

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2 risposte

  1. rosita viola ha detto:

    http://promoemozioni.biz/Progetto_Oltrepo.htm

    sto portando avanti questo progetto dal 2005. nessun ente pubblico o associazione ha dimostrato interesse, se non scopiazzandone alcune parti ottenendo contributi pubblici per la realizzazione di ben poca cosa, rispetto a quanto proposto.
    io ci sto lavorando ancora…

    rosita viola

  2. Giordano Gardelli ha detto:

    Sapete perchè non funziona il turismo in Oltrepò? Perchè è governato da ignoranti e piccole caste. Vedi il livello degli amministratori locali, della comunità montana ecc., ma il vero problema è che la gente li vota. Quindi che crepino nel loro brodo. Se viene qualcuno dall’esterno, viene boicottato in ogni modo. E’ un territorio di connivenze, di favoritismi, di piccole parentele. Gente che se perde quel piccolo potere locale è il nulla assoluto. Purtroppo queste sono le realtà che rovinano il turismo in Italia.

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