Crisi Covid: servono scelte coraggiose – di Caterina Grimaldi

CRISI COVID: SERVONO SCELTE CORAGGIOSE – di Caterina Grimaldi

Pubblichiamo di seguito l’intervento del nostro Consigliere comunale Caterina Grimaldi in occasione del Consiglio comunale di ieri sera, riportante le proposte elaborate dal gruppo del MoVimento 5 Stelle Voghera per far fronte alla crisi causata dalla pandemia del virus Covid 19.

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Devo subito rilevare che il DUP e il Bilancio di Previsione 2020-2022 che oggi viene sottoposto all’esame e all’approvazione del Consiglio Comunaledi fatto non rappresenta la reale situazione programmatica di cui la città di Voghera si trova ad avere urgente necessità.

Mi meraviglia infatti la circostanza che non si sia provveduto in tempo reale a metà marzo alla totale revisione del DUP, in primo luogo perché la pandemia COVID 19 e tutte le emergenze conseguenti erano già del tutto conosciute edevidenti; in secondo luogo perché la proroga dei tempi di approvazione erano anch’essi già noti.

Se da una parte è vero che la programmazione economica del comune, dal DUP in poi, va onoratadall’altra parte è ancora più vero che nello stato di eccezione e di emergenza questa amministrazione aveva il dovere di ridefinire in modo preciso gli obiettivi della propria azione.

Lo stato di eccezione impone di superare la dittatura del contingente e ciò che la burocrazia richiede, perché per il Comune, permane la necessità, per esempio, di acquistare le mascherine, di dare sicurezza ai luoghi di lavoro anche dei dipendenti comunali, di assicurare la strumentazione adatta per chi resterà in SmartWorking, questo fa capire che le scelte operative, già da adesso devono intervenire su queste esigenze indifferibili.

Poi ci sono le esigenze di una situazione economica che si presenta drammatica, mi riferisco agli interventi dei servizi sociali che dovranno agire in aggiunta a favore di nuovi soggetti che si trovano in una situazione di povertà e fragilità, mi riferisco ai problemi finanziari delle imprese economiche e delle attività produttive della città, che costringeranno il Comune a dovere anticipare i propri soldi per sussidiare la necessaria azione di sostegno dello Stato.

Tutti sappiamo che sarà impossibile tornale alla normalità quindi forse questo è il momento di rivedere tante situazioni, perché molti problemi risiedono proprio nella normalità e non si possono più immaginare soluzioni ORDINARIE e soprattutto sarà impossibile pensare ad un pareggio di bilancio.

L’Amministrazione deve capire cosa può essere utile per fare girare liquidità agli utenti/contribuenti perché occorre creare valore per la comunità e all’economia locale.

Si rende indispensabile trovare tutte quelle azioni che possono alimentare la cassa, facendo leva e lavorando celermente sull’aggiornamento dei cronoprogrammi, sull’accelerazione delle procedure di riscossione, sull’anticipazione di tesoreria, sull’anticipazione di liquidità e sulle rateizzazioni con i fornitori.

Certo il Comune non deve fare la banca, ma si deve attivare per mettere in sinergia tutti gli enti che possono rendere circolare l’erogazione del denaro.

Inoltre è necessario dare priorità al pagamento delle fatture perché è uno dei modi per tenere in vita le imprese che oggi hanno problemi a pagare gli stipendi.

Questa situazione di crisi e di emergenza obbliga il Comune a decidere quali sono le attività che devono andare aventi perché, ovviamente, non si può bloccare tutto.

Sicuramente si deve intervenire individuando le spese obbligatorie ma occorre che venga rivista dal principio la programmazione, devono essere riviste le proprie priorità.

Perché, per esempio, e faccio solo un esempio nel DUP c’è scritto che nel 2020 si spenderanno 500.000 Euro per la ristrutturazione della caserma e 50.000 Euro per la ristrutturazione dei tetti della medesima caserma: ovviamente la priorità è la ristrutturazione dei tetti per salvaguardare strutturalmente della caserma, ma quei 500.000 Euro dovranno essere impiegati per arginare la crisi COVID!!!

E così per tutte le voci di spesa e di investimento dovrà essere effettuata una rigorosa ricognizione, indipendentemente dal fatto che sono previste nel programma di mandato, perché questa emergenza di fatto impone di non avere paura e di andare al di là delle strategie elettorali; obbliga invece a ripensare dal principio tutti i servizi e quindi il bilancio comunale e anche il fabbisogno.

Perché molti servizi sono fermi, come per esempio quelli culturali, e quindi non si può fare finta che questo non esista e andare avanti a fare la programmazione come se nulla fosse successo.

Ci sarebbero molte riduzioni che potrebbero essere allocate diversamente, come per esempio i costi delle consulenze. Molte pretese dovrebbero essere riviste.

Risulta evidente che occorre una completa revisione dei processi decisionali di questa Amministrazione, devono essere rivisti tutti i rapporti in particolare mi riferisco ai rapporti tra la Politica e la Gestione, tra la Giunta e il Consiglio Comunale, tra la Maggioranza e la Minoranza e soprattutto tra Istituzione e Cittadino.

Come Consigliere del Movimento 5 Stelle presenterò ufficialmente alcune proposte elaborate all’interno del mio gruppo, che si caratterizzano a breve raggio, in primis per supportare l’attività dei locali pubblici e degli esercizi commerciali quando questi potranno riaprire nel rispetto delle prescrizioni del Governo.

Come tutti sappiamo, l’attuale emergenza COVID 19, ha costretto molte attività commerciali, soprattutto quelle di ristorazione e di somministrazione come bar e gelaterie a chiudere per rispettare i decreti del Governo e le ordinanze della Regione Lombardia. Una chiusura forzate per tutelare la salute pubblica, sia dei lavoratori che dei clienti.

Un atto di responsabilità, una rinuncia importante, che causerà crolli dei consumi e crisi economiche che tutta la comunità cittadina dovrà affrontate e superare.

Insieme Istituzioni, attività commerciali e cittadini dovranno impegnarsi con coraggio per ritornare a far rivivere la città e sostenere il commercio cittadino.

Nella speranza che tutte le attività possano ritornare ad offrire il loro prezioso servizio.

Questa le proposte:

• Concedere ai locali pubblici, bar e ristoranti, gelaterie e tutti quei locali che hanno già in corso il pagamento della tassa comunale per l’occupazione del suolo pubblico, di poter ampliare l’area di occupazione del suolo pubblico, senza aumento del costo, con tavolini e sedie dove poter servire i propri clienti con la massima sicurezza strutturando la posizione dei tavolini in modo tale da aumentare le distanze tra clienti;

• concedere la stessa proposta anche ai negozi e alle altre attività commerciali per poter promuovere l’attività di vendita all’esterno dei negozi (come un piccolo mercato cittadino);

• ridurre o cancellare la tassa di occupazione di suolo pubblico a tutte le attività commerciali;

• rimodulare la TARI e prevedere il pagamento rateizzato;

• ridurre l’IMU per i negozianti e prevedere maggiore rateizzazione;

• sospendere il pagamento del canone di affitto dei negozi che occupano locali di proprietà del comune (ad esclusione di ASM) e dilazionare l’affitto sospeso nei mesi successivi alla riapertura e su 12 mensilità;

• utilizzare il sito internet del Distretto del Commercio per promuovere le attività dei commercianti cittadini e di studiare una FIERA DELL’ASCENSIONE ON-LINE coinvolgendo esperti informatici per disegnare una FIERA DIGITALE del tessuto commerciale e industriale cittadino.

– Consentire Parcheggi gratuiti nei primi 30’ per chi acquista nei negozi

o

creare una sorta di agevolazione in collaborazione con l’esercente. Compri ed insieme allo scontrino viene rilasciato un “buono sconto” per il parcheggio successivo

o

disco orario in piazza Duomo, F.lli Bandiera, Via Garibaldi e Piazza San Bovo almeno fino a dicembre

– Studiare un piano della mobilità nuovo.

Su questo punto la mia opinione è che non si deve tornare all’inquinamento che esisteva in città prima della pandemia e quindi sarebbe necessario pianificare di guadagnare spazio per pedoni e biciclette.

Le soluzioni da adottare sarebbero radicali in alcune strade perché si dovrebbe pensare a nuove soluzioni per le sezioni stradali, a nuove corsie ciclabili, a controviali pedonalizzati, all’allargamento dei marciapiedi… a quale numero delle corsie per le auto che dovranno mantenere una velocità non superiore a 30 Km orari.

Ma sono consapevole che questa Amministrazione non è pronta ad affrontare con coraggio cambiamenti radicali in merito a nuove forme d’uso del territorio cittadino Pertanto mi limito qui a proporre di rivedere per questi mesi la viabilità in circonvallazione interna facendo piste ciclabili provvisorie. Ci sono tanti comuni che lo stanno programmando.

– C’è la questione degli asili nido che il Governo non ha affrontato e che secondo noi dovrebbe essere ripresa in considerazione.

Se i genitori riprendono a lavorare e i nonni non possono venire, dove troviamo le baby sitter? Si potrebbero cooptare le maestre degli asili e farle fare le baby sitter. Certo non aiutano tutte le famiglie.

– Resta la questione dei parchi pubblici che secondo noi devono restare chiusi anche dopo il 4 maggio. Il DPCM all’articolo 1 lascia facoltà ai sindaci. Ci chiediamo se il sindaco ha la forza di fare controllare gli accessi ai parchi per evitare assembramenti. Per sopperire, sarebbe possibile, da parte del comune, coinvolgere chi ha capacità lavorative tra i percettori del Reddito di Cittadinanza.

Stessa cosa vale per gli orti comunali che vedono un afflusso intenso di anziani che vi accedono. Negli orti il rischio è notevole, ci sono troppe cose in comune, acqua deposito rifiuti e le corsie sono strette tra un orto e l’altro.

Si deve creare la segnaletica per i distanziamenti nei luoghi pubblici, come sta avvenendo in molto comuni.

Si deve prevedere un aiuto specifico ai negozi che non riapriranno per capire le cause e trovare aiuti mirati.

In conclusione chiedo che l’amministrazione si attivi immediatamente per aggiornare tutta la programmazione finanziaria delle entrate e delle uscite del prossimo triennio, rivedendo la propria politica tariffaria e tributaria, raccogliendo e tenendo conto delle istanze e delle proposte che vengono dalla cittadinanza e dalle imprese.

E poiché ritengo ingiustificabile l’immobilismo dimostrato da questa Amministrazione che oggi sottopone al voto del Consiglio Comunale un bilancio puramente burocratico la mia dichiarazione di voto é negativa.

 

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