INTERPELLANZA – Azioni di forestazione urbana e adozione del Piano del Verde urbano ex L. 10/2013

INTERPELLANZA – AZIONI DI FORESTAZIONE URBANA MEDIANTE PIANTUMAZIONE DI ALBERI ANTI SMOG E ADOZIONE DEL PIANO URBANO EX L. 10/2013 “NORME PER LO SVILUPPO DEGLI SPAZI VERDI URBANI”

Molte città del nostro Paese presentano gravi e drammatici problemi. Basti pensare alla scarsa qualità dell’aria, al pessimo trasporto pubblico e privato, alla forte dispersione della risorsa idrica, ai rifiuti, al continuo consumo di suolo, alla cattiva gestione del patrimonio arboreo e naturale.

Mentre in Europa, da qualche tempo, il verde rappresenta una delle leve strategiche per la qualità della vita nelle aree urbane, nel nostro Paese esso assume un ruolo marginale per la qualità della vita dei cittadini. Numerose sono le funzioni che ha la “forestazione urbana”: da quella ecologica, ambientale a quella igienico – sanitaria e protettiva, da quella sociale e ricreativa, a quella culturale e didattica e, non da ultima, quella economica, basti pensare al più alto valore che assumono le costruzioni realizzate in aree a verde.

Tutte le città che si sono dimostrate sensibili al tema hanno preso coscienza della necessità di dotarsi di una “barriera protettiva” contro l’inquinamento atmosferico incrementando e preservando il patrimonio arboreo sul proprio territorio, in maniera uniforme in centro ed in periferia.

Secondo gli studi dell‘American Foresty Association, un albero di circa 20 metri di altezza può assorbire ogni anno circa 1.000 grammi di particolato. Studi svolti sul territorio londinese hanno consentito di appurare che le piante insistenti sulla metropoli inglese fagocitano fino a 2.100 tonnellate di PM10 per anno.

Secondo i calcoli di Coldiretti 5000 piante in un anno assorbono 228 chili di PM10: pari alle emissioni di oltre 1.000 macchine che percorrono 20.000 chilometri in 12 mesi.

L’IBIMET (Istituto di Biometeorologia del CNR di Bologna) ha stilato una classifica delle migliori piante mangia smog, da cui si evince l’esistenza di una notevole varietà di specie arboree e arbustive.

Il degrado del verde pubblico va contro gli interessi dei cittadini e le città, con l’aumento del consumo di suolo l’ impoverimento degli ecosistemi, sono le maggiori artefici degli impatti umani sul clima.

L’Italia è tra i peggiori Paesi europee per l’inquinamento atmosferico – che fa più morti degli incidenti stradali – con 1.500 decessi per milioni di abitanti, come rilevato dal rapporto “La sfida della qualità nelle città italiane” presentato al Senato nel settembre 2017 dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea.

Il nostro Paese, si legge nel rapporto, ha circa 91.000 morti premature all’anno per inquinamento atmosferico, di questi 66.630 sono per le polveri sottili PM2,5, 21.040 per il diossido di azoto (NO2), 3.380 per ozono (O3).

La zona più inquinata in assoluto dalle PM2,5 è la Pianura Padana e, pertanto, la Città di Voghera ne risulta pienamente coinvolta.

Alla luce dei dati allarmanti per la salute pubblica causati dall inquinamento atmosferico, appare quindi indispensabile contemperare la cura e il miglioramento del verde della città con l’esigenza, non procrastinabile, della lotta all’inquinamento.

La Legge N 10 del 14 gennaio 2013Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani“, non ha reso obbligatoria né la redazione del Piano del Verde né tanto meno la redazione del relativo Regolamento Comunale, lasciando alla sensibilità politica delle singole amministrazioni comunali, la scelta dell’utilizzo dei suddetti strumenti di pianificazione ambientale.

Chiediamo quindi al Sindaco:

– se intenda procedere e in quali tempi con l’adozione di un PIANO DEL VERDE e del relativo REGOLAMENTO COMUNALE ai sensi della sopracitata L. 10/13 al fine di porre al centro della propria azione politica la questione della forestazione urbana quale leva per il miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane;

– se intenda intervenire, sia nelle aree verdi della cittá già esistenti, sia per la realizzazione di nuove aree mediante la piantumazione di alberi che assorbano più agenti inquinanti secondo la classifica individuata dall’Istituto di Biometeorologia del CNR di Bologna.

Leggi il testo integrale della nostra interpellanza.

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