Asilo Nido Gavina: che sia solo uno spot elettorale? – Di Caterina Grimaldi

ASILO NIDO GAVINA: CHE SIA SOLO UNO SPOT ELETTORALE?

Martedì 23/1 u.s. si è riunita la Commissione Servizi Sociali e Istruzione, convocata su sollecitazione di tutti i Consiglieri di minoranza, con un unico punto all’Ordine del Giorno: Asilo Nido Gavina.

Erano presenti, oltre ai membri della Commissione con l’Assessore Avv. Virgilio e il Dirigente Dott. Marrapodi, alcuni cittadini, in particolare mamme che hanno bambini iscritti al Gavina.

Da parte dell’Assessore è stata ufficializzata la decisione di mantenere aperto l’Asilo Nido solamente fino all’anno scolastico 2018/2019 con l’assunzione di una sola educatrice.

Poiché nessuna assicurazione è stata data dall’Assessore in merito alla necessità di mantenere attiva a lungo termine l’apertura dell’Asilo Comunale – adducendo come scusante di non avere potere decisionale e competenza in merito alle assunzioni e alle risorse economiche da destinare a questo Servizio, in quanto sarebbero di esclusiva pertinenza della Dirigenza del Servizio Affari Generali e del Servizio Finanziario – sono intervenuta sottolineando quanto segue:
la localizzazione di asili nido e scuole materne comunali deve essere numerosa, ben diffusa all’interno dei quartieri, raggiungibile a piedi e deve servire bacini d’utenza anche piccoli;
l’apertura dell’Asilo Nido Gavina limitata al solo 2019 aggrava i problemi degli utenti del servizio pubblico, paventando l’intento di volere spingere le famiglie verso le strutture private che a Voghera si stanno insediando a dismisura, sulle quali potrebbe essere difficile effettuare un efficace controllo sulla qualità del servizio e sull’assoluto rispetto delle normative vigenti;
la chiusura dell’Asilo Nido Gavina e il conseguente spostamento presso l’Asilo Nido di Pombio, aggraverebbe i costi e la gestione del tempo delle mamme lavoratrici che attualmente effettuano il percorso casa-asilo-lavoro a piedi, costringendo le stesse ad utilizzare l’automobile per coprire, per esempio, la maggiore distanza tra l’Asilo di Pombio e la Stazione Ferroviaria, (in aperta contraddizione con l’annunciato Progetto MetroMinuto che l’uso dell’automobile dovrebbe disincentivare);
i dati forniti dal Settore Servizi Sociali e Istruzione relativi al quinquennio 2013/2014 – 2017/2018 – da me richiesti per conoscere i costi di gestione dell’Asilo Nido Gavina, il numero degli iscritti frequentanti e in lista di attesa e il numero di educatrici – evidenziano di fatto la già avvenuta progressiva dismissione di questo fondamentale servizio pubblico, infatti:
le educatrici sono scese da 10 a 6 causa per cui gli iscritti frequentanti sono scesi da 43 a 23 con conseguente aumento degli iscritti in lista di attesa che da zero sono passati a 18, dato che di per se conferma la forte domanda di servizio ancora in essere;
i costi di gestione ammontano a poco più di 371.000 Euro/anno: circa 270.000 Euro per il personale (73%), circa 22.000 Euro acquisto beni alimentari, igienico-sanitari e manutenzioni ordinarie (6%), circa 23.000 euro per utenze (6%), circa 57.000 Euro per affidamento esterno pulizia e supporto cucina (15%);
– la copertura proviene in parte dai contributi regionali (54.500 Euro) e in parte dalle tariffe utenza (circa 65.000 Euro), rimanendo a carico della fiscalità comunale oltre 251.000 Euro (68%);
se si riportasse la capacità dell’Asilo Nido a 45 iscritti frequentanti e ad almeno 8/9 educatrici, i maggiori costi del personale potrebbero essere compensati innanzi tutto da un oculato intervento di controllo di gestione sui costi delle utenze e degli affidamenti esterni, e in parallelo, dal maggiore numero delle tariffe utenza e dai maggiori contributi regionali; la copertura dei costi derivanti dalla fiscalità comunale rimarrebbe inalterata in termini monetari, ma notevolmente ridotta in termini percentuali, scendendo dal 68 al 45%.

La scusante che viene addotta per limitare nel tempo l’apertura dell’Asilo Nido Gavina è che vi sono ipotetici maggiori costi e vincoli normativi per nuove assunzioni, ma queste sono le solite scusanti dell’Amministrazione Barbieri quando si tratta di dismettere un servizio pubblico essenziale, che invece dovrebbe essere reso ai cittadini con continuità e a lungo termine.

Un’Amministrazione Comunale che per un evento come la Sensia – che si svolge una sola volta all’anno e che si dovrebbe ripagare da solo – ha chiuso l’edizione 2017 con un deficit di 126.000 Euro; la stessa Amministrazione Comunale che è stata duramente richiamata da una recente sentenza della Corte dei Conti per avere effettuato, nel triennio 2013-2015, spese non obbligatorie per oltre 1.000.000 di Euro!!!

Quanti costi e quanti stipendi per servizi pubblici essenziali si sarebbero potuti pagare con questi veri e propri sperperi di denaro pubblico?

ASILO NIDO GAVINA APERTO FINO AL 2019: FORSE E’ PER DAVVERO SOLO UNO SPOT ELETTORALE!

Potrebbero interessarti anche...

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close