Casa Fraterna, parole Assessore Carbone simbolo del fallimento Amministrazione

Le parole dell’Assessore Carbone sono l’ennesima dichiarazione di fallimento delle politiche sociali dell’amministrazione Barbieri.

Manifestano incapacità di studiare soluzioni e una mancanza di attenzione verso un ceto sociale cittadino che vive in difficoltà. Parole in libertà che alimentano inoltre diffidenza verso quei cittadini che devono chiedere un aiuto per poter vivere dignitosamente (e sappiamo che quella non è vita dignitosa)

Conosco molto bene la realtà della “Casa fraterna”, un piccolo presepe (e questa definizione dovrebbe bastare per farci capire il ruolo di quello spazio di incontro e sostegno per i più bisognosi).

La Casa Fraterna non è la causa dell’insicurezza e del degrado che si verifica in piazza San Bovo, la Casa Fraterna è, in realtà, un presidio.

Licenziare come poco raccomandabili le persone che vivono ai margini di un società è un fatto grave. Significa che non c’è spazio per gli ultimi e gli indifesi ed inoltre offende in modo grave i volontari che per anni hanno dedicato la propria vita ad accogliere e sostenere queste persone.  Senza quei volontari, uniti da motivazioni diverse, senza il sostegno del Parroco Captini, senza quel luogo, oggi  quei cittadini in difficoltà non avrebbero un luogo dove poter pranzare, dove potersi fare una doccia, dove poter fare due chiacchiere.

Alla Casa Fraterna ho conosciuto l’uomo, con la propria dignità, la propria debolezza, ho conosciuto cosa comporta la sconfitta e ho conosciuto anche i valori che uniscono le persone. Valori cristiani e laici, messi insieme per il bene della comunità.

L’Assessore forse dovrebbe scendere dallo scranno e farsi un periodo di volontariato alla Casa Fraterna.

Infine, ho collaborato alla stesura del programma per le Politiche Sociali del Movimento 5 Stelle e tra le proposte elaborate c’è quella di un “Centro diurno polivalente attrezzato” da collocare in una struttura comunale o in una struttura messa a disposizione dalle parrocchie, dove ubicare i servizi di sostegno primari per le persone in difficoltà e per i senza dimora. Penso al servizio mensa, ai servizi igienici, ad eventuali sostegni psicologici e sanitari. Un centro dove, la collaborazione tra associazioni, parrocchie e  volontari, sviluppi progetti concreti per il sostegno e anche il reinserimento delle persone che vivono periodi di difficoltà. Un centro aperto ai cittadini dove portare le proprie esperienze di vita, dove organizzare corsi professionalizzanti, dove far sentire meno soli chi non ha niente.

Voghera lo può fare.

Antonio Marfi

Movimento 5 Stelle Voghera

 

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