Torrente Staffora a Voghera! Disatro lungo le sponde, dovevano solo tagliare le piante morte!

Questa mattina, approfittando del fatto che non piove, esco di casa in bici, come sempre all’ultimo minuto, per andare a prendere il treno, ma prima, come sempre ormai da 4 anni, mi fermo nel mio piccolo, personale hot spot lungo la strada: poco più di 100 metri di ambiente ripariale, sul torrente Staffora, asserragliati da una parte dalla strada statale e dall’altra dalla ferrovia. Un ambiente però che a dispetto di quanto sembra è in grado di regalare emozioni e soddisfazioni ornitologiche, specialmente in questo periodo dell’anno, quando la vegetazione è verde e rigogliosa, ed è tutto un brulicare di vita.

Arriva la sera, rientro da Milano con il treno, c’è un bel sole spuntato da nuvole grigie e cupe all’orizzonte, la giornata si avvia al termine, prendo la bici e mi dirigo in tutta fretta verso il mio piccolo paradiso, il mio punto di sfogo la mattina prima di iniziare una nuova giornata lavorativa, e la sera prima di rientrare a casa come suggello di un’altra giornata di impegni terminata.

Ma all’arrivo scopro con orrore non c’è più niente…le ruspe e i bulldozer hanno raso al suolo il MIO hotspot, nel tempo di una giornata, la mattina c’era ancora tutto, la sera il nulla, un buco, un vuoto, una desolazione.

Ecco cos’è rimasto:

https://picasaweb.google.com/mcortemiglia/Varie

 

Questi delinquenti hanno buttato giù anche una betulla di almeno 60 anni, e altre betulle più giovani ma di certo non meno belle, che assieme alla vegetazione ripariale in questo periodo dell’anno stavano ospitando la nidificazione (probabile e/o accertata) di parrochetto dal collare, picchio verde, picchio rosso maggiore, storno, merlo, colombaccio, capinera, pigliamosche, cinciallegra, gazza, cornacchia grigia, usignolo e chissà cos’altro.

Il rigogolo per fortuna quest’anno ha deciso di nidificare qualche centinaio di metri più avanti…

La sterna comune, la garzetta e la nitticora rimarranno ben distanti da questo posto ora…

Il martin pescatore pescava imperterrito dal suo posatoio preferito, quasi fosse abituato ai disastri degli uomini…

Stasera quella povera coppia di parrocchetti continuava a girare intorno a quel baratro, incredula, mentre solo 2 giorni prima difendeva strenuamente il loro territorio addirittura mobbando un airone rosso di passaggio…

Il tratto raso al suolo faceva parte di uno dei quadranti più ricchi di specie nidificanti di Voghera, era parte importante del Progetto Atlante durato 3 anni, terminato l’anno scorso e presentato ufficialmente proprio un mese fà (http://www.parcolefolaghe.it/news.asp#81)!

Ulteriore beffa se si considera che era già stato fatto uno studio di fattibilità per creare un P.L.l.S. lungo tutto il tratto cittadino dello Staffora (http://www.parcolefolaghe.it/progetti.asp#78), che assieme al grande lavoro svolto per l’Atlante e ai risultati degli studi effettuati avevano gettato le basi per indicare al Comune di Voghera un preciso percorso di tutela degli ultimi ambienti semi-naturali rimasti…ma cosa possiamo mai aspettarci da un’amministrazione comunale che rade al suolo un’intera area, si dice, perchè alcuni alberi erano morti (quali???) e altri troppo “pericolosi” (!!!), e per “preparare” il terreno alla futura pista ciclabile!! Che gran concetto di natura e biodiversità (eh, cosa, che significa???)!

Le indagini e le richieste di chiarimenti proseguono, non è finita qui, è sicuro, così come è sicuro che ormai di quel posto non rimane più nulla…

Con un piccolo vuoto nel cuore, certo della vostra comprensione, avendo in comune la stessa, bellissima, passione verso gli amici alati, non mi scuso neanche per la lunghezza del testo e per questo piccolo sfogo.

Un saluto, con amarezza…

 

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Marco Cortemiglia

Voghera (PV)

 

 

 

 

 

 

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